Segnalo un’interessante sentenza del Trib. Bologna 30/11/2023, est. Bettini  sulla questione della individuazione di appalto o di semplice contratto di trasporto in un contesto in cui il contratto era piuttosto “vivace”.
Le pagine di interesse vanno dalla 4 alla 7.

Nel caso rilevava il profilo della responsabilità solidale.

Le conclusioni della pronuncia è che tra le due società è stato sottoscritto un contratto di appalto, e non dei semplici contratti di trasporto di merci, in quanto viene pianificato, con un’unica disciplina e un corrispettivo unitario per un tempo prolungato, una vera e propria esternalizzazione di fasi complesse del ciclo produttivo della committente.
All’attenzione si è posta anche (ma non solo) la circostanza che al contratto di trasporto si accompagnavano un contratto di pubblicità per l’uso del marchio del committente e un contratto di appalto di servizio di magazzino, per il carico e scarico delle merci.

Posso rinviare a due miei lavori che toccano il tema dell’intreccio tra appalto, trasporto e attività di logistica e che personalmente reputo sufficientemente lineari sul piano della ricostruzione della materia.
In particolare mi riferisco a:

“La responsabilità solidale nel decentramento produttivo: una tecnica di tutela per molti ma non per tutti” (in Labor – Il Lavoro nel Diritto, Sezione Aggiornamenti 25 gennaio 2024).
In esso racconto anche il percorso espansivo della tecnica di tutela della responsabilità solidale in relazione alle fattispecie limitrofe all’appalto.

e

“La tutela dei lavoratori negli appalti di logistica alla luce delle recenti modifiche normative”  in HR online n. 20 anno 2022.
Nel quale tocco anche il nuovo art. 1677-bis cod. civ. che ha riconosciuto – benché senza nominarlo – il contratto di logistica quale sottotipo del contratto di appalto di servizi, benché con qualche variazione se vi è coinvolta un’attività di trasporto di cose.