Continuiamo anche questo Sabato con il viaggio nel Cubismo.

Braque fu, insieme a Picasso, l’altro padre del movimento.

Nel 1907 si recò a visitare una retrospettiva su Paul Cézanne nel Salon d’Automne e li’ conobbe Picasso.

Quale esordio della loro grandissima amicizia, si racconta del biglietto che egli lasciò nel suo Studio a Montmartre con scritto “Ricordi anticipati”.

Quell’incontro si può dire condizionerà l’evolversi della storia dell’arte, che i due pittori seppero reinventare con fratture e stimoli sorprendenti.

L’opera di oggi è una natura morta nella quale sono rappresentati un clarinetto e una bottiglia di rum nel focolare di un caminetto.

Triangoli e rettangoli, linee e lettere sono disegnati sulla tela in modo apparentemente casuale, quasi come in un’opera astratta.

L’immagine pare prima scomposta e successivamente ricomposta in modo diverso dall’originale e gli oggetti sembrano rappresentati da tutti i lati, cosa che in effetti è molto cubista.

Le sfumature di bruni e grigi contribuiscono a dare profondità alle forme, di per sé completamente piatte.

Braque era anche appassionato di musica e ritroviamo sovente rappresentati nei suoi lavori degli strumenti musicali.

Una volta egli disse che uno strumento musicale è un oggetto che ha la particolarità di animarsi non appena viene toccato.