L’augurio di buon anno con un autore che mi seduce moltissimo.

L’immaginario collettivo lo associa a una nota linea di prodotti per capelli, e forse qualcuno ricorderà anche la splendida collezione autunno inverno 1965/1966 di Yves Saint Laurent, a lui ispirata.

Mondrian è noto per l’esplorazione delle linee e del colore, con l’uso esclusivo di linee nere abbinate a campiture grigie, bianche, blu, gialle e rosse, nella continua ricerca dell’armonia coloristica perfetta.
Le linee e il colore non servono più a rappresentare qualcos’altro, ma sono essi stessi un’immagine.

Il “Neoplasticismo” di Mondrian è soprattutto un’idea: l’essenza delle cose non sta in superficie; per conoscerla e rappresentarla occorre eliminare il superfluo.
Le sue figure geometriche ortogonali vogliono rappresentare la realtà nella sua essenza: il necessario cioè l’essere. Le linee diagonali sono invece bandite perché esprimono un’operazione di sintesi che inquinerebbe questa ricerca.

Al contempo vi è il tentativo di cristallizzare la realtà nell’arte, così superando il concetto di divenire: la pittura deve farci entrare in una dimensione statica dell’essere, immobile e immutabile.

Scriveva l’Autore:

“Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo da esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose… Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e portate all’armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera.”