Ancora un’opera in contesto di Quaresima.

Come si vede i corpi sono nudi e senza alcuna contestualizzazione storica.
La disposizione delle tre croci è effettuata non una di fianco all’altra ma in diagonale, una dietro l’altra.
Sullo sfondo vi è una città bombardata, al fine di trasporre il cataclisma che seguì alla morte di Cristo in una scena di guerra.
La pennellata è spessa e decisa e, unitamente ai colori accesi e alle tinte pastello tipiche del pittore, dà una forte carica espressiva ai personaggi, agli oggetti e all’opera stessa nel suo insieme.

“Crocifissione” venne apertamente criticata sia dalla Chiesa Cattolica che dal regime fascista per la nudità dei personaggi e la crudezza della rappresentazione, evidente riferimento alla crudeltà della guerra.

L’Autore precisò: “Li dipinsi nudi per sottrarli a una collocazione temporale: questa, mi veniva da dire, è una tragedia di oggi, il giusto perseguitato è cosa che soprattutto oggi ci riguarda”.

Guttuso fu esponente del neorealista pittorico, e si propose di dare un messaggio sociale e politico attraverso l’arte.
Seppe dialogare con artisti di altri campi, anche mosso dalla sua grande capacità narrativa e dall’impegno civile che lo caratterizzò.

Egli disse: “E’ necessario che un artista agisca nel dipingere come agisce chi fa una guerra o una rivoluzione”.