Quest’opera orrenda di Warhol è una parafrasi dei famosi schemi di pittura numerati da colorare, che offrono la possibilità a chiunque di sentirsi un po’ artista.

Il lavoro però non tematizza solamente la funzione delle immagini in quanto tipico prodotto di massa della società industriale.
Parodiando soggetti popolari come una piacevole scena agreste, Warhol riprende anche l’invettiva tutta dadaista contro gli aspetti borghesi dell’arte e demolisce gli elementi costitutivi della funzione artistica del paesaggio.

L’iconica rinuncia radicale di Warhol al coinvolgimento emotivo è un proposito che qui arriva ai limiti dell’assurdo: la soggettività viene stravolta perdendo il senso di potenzialità creativa per divenire intervento meccanico di chi segue uno schema fisso disponibile a chiunque.
In questo modo l’osservatore viene sì privato da qualsiasi possibilità di piacere estetico ma non dell’opportunità di una riflessione: la cultura di massa ha ucciso la creatività artistica?