E’ la terza opera che propongo di questo meraviglioso pittore, che è stato una vera icona nell’arte del Novecento.

Un artista che fece dello straniamento, dell’illusione e del senso del mistero la propria cifra stilistica.

l significato di questo lavoro è incerto, benché le interpretazioni si siano moltiplicate.
A me pare che qui la figura dell’essere umano venga quasi annullata. Per il taglio dell’inquadratura l’osservatore diventa inevitabilmente parte dell’opera, impersonando una delle figure con la bombetta e l’ombrello che fluttuano nel cielo. L’elisione della strada rende ancora più indeterminata e incerta la sensazione.

E quando penso a questo autore non posso non ricordare una canzone che ha accompagnato la mia adolescenza: “Rene and Georgette Magritte with Their Dog after the War”, contenuta nel primo album da solista di Paul Simon (“Hearts and Bones”).

Il titolo del brano fu tratto da una fotografia dei Magritte e del loro cane in Belgio durante la guerra, scattata dal fotografo Lothar Wolleh.

… “Rene and Georgette Magritte
With their dog after the war
Were strolling down Christopher Street
When they stopped in a men’s store
With all of the mannequins dressed in the style
They brought tears to their immigrant eyes! …

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