Quest’opera meravigliosa è considerata il manifesto del movimento espressionista tedesco “Der Blaue Reiter”, che trasse peraltro ispirazione dalle rappresentazioni di cavalli di Kandinsky.

Il quadro rappresenta tre grandi cavalli che occupano quasi tutta la superficie della tela sul piano orizzontale.
Gli animali sono una metafora di purezza e di innocenza.

Il colore utilizzato e il blu scuro che diventa nelle parti più chiare azzurro ceruleo.
Nelle criniere e nelle code compare anche il verde.

I volumi sono semplici e arrotondati e il loro gioco è studiato in profondità, lasciando una ben percettibile impronta cubista.

Lo spazio creato da Marc è schiacciato in primo piano verso l’osservatore.
Dai tre animali l’occhio va poi verso l’orizzonte caratterizzato da linee collinari che si stagliano contro il cielo nuvoloso rossastro.
Il centro di attenzione è la testa del cavallo che si abbassa verso un tronco d’albero bianco come a sfregarvisi il muso.
In primo piano si vedono grandi foglie stilizzate e sagomate con ampi volumi tondeggianti.

Il colore blu è antinaturalista e, come riteneva Marc, molto spirituale e maschile: una chiara traccia del coevo movimento Fauves, caratterizzato dall’estrema “violenza” espressiva, soprattutto coloristica.

Nell’insieme un crocevia tra espressionismo, cubismo e futurismo.