E’ forse l’opera più famosa di Klimt.

Un bacio immerso in un abbraccio tenero tra un uomo e una donna, avvolti in una luminosa crisalide aurea.
L’eleganza dello stile e la sua vena mistico-erotica hanno reso questo lavoro l’emblema del gusto della Belle Époque viennese.

Si inserisce nel “Periodo Aureo” dell’Autore, così definito per l’uso del colore oro, ispirato dai mosaici bizantini che aveva ammirato a Ravenna (cosa curiosa che avverrà anche per Paul Klee).
Di quel viaggio egli scrisse: “… a Ravenna tanta miseria – i mosaici di splendore inaudito…”.

Klimt fu tra i fondatori dell’Art Nouveau di Vienna e del movimento artistico della Secessione, che si proponeva di portare l’arte al di fuori dei confini della tradizione accademica e di ampliarne le modalità espressive.

Diceva scherzosamente Klimt: “Esistono solo due pittori: Velázquez e io.”.