Presento quest’opera per un motivo particolare.
Nella cameretta che dividevo da bambino con il mio gemello Manuel, un’intera parete era coperta da quest’immagine.

Il soggetto dell’opera deriva dal Vangelo di Luca (II, 1-5), in cui si narra del viaggio di Giuseppe e Maria, poco prima che ella partorisse, verso Betlemme, terra di origine del falegname, per il censimento voluto da Erode.
La coppia evangelica si trova nella fascia in primo piano, vicino al centro, con l’uomo che tira l’asino su cui viaggia Maria, una composizione che ricorda l’iconografia della Fuga in Egitto, non a caso già usata da Bruegel in un dipinto con tale soggetto. Giuseppe porta una sega sulla spalla e un succhiello alla cintura, strumenti tipici del suo mestiere.
La veduta si perde in lontananza, fino al disco solare che sta tramontando, schermato dai rami di un albero senza foglie.
La scena è ambientata in un villaggio fiammingo d’inverno, coperto dalla neve.

Il motivo biblico, mimetizzato nella moltitudine di soggetti rappresentati, appare demistificato e tradotto in uno scenario quotidiano, dove ciò che preme all’artista è ricreare una scena corale e realistica.

Il mio letto di bimbo era a sinistra, affiancato alla folla che fa la fila davanti allo sportello dei funzionari del censimento, presso la locanda alla “Corona Verde”.
Passavo moltissimo tempo a guardare quella scena e pensavo a tantissime cose.
Fortunatamente la parte del maiale sgozzato il cui sangue viene raccolto nella padella in basso a sinistra, non era per me visibile in quanto coperta dalla struttura del letto.

Quest’opera è per me, ancora oggi, un ricordo pieno di sensazioni.

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