Quest’opera mi piace moltissimo, sia per il gusto d’insieme, sia per la capacità di contenere tanti richiami alla cultura popolare del tempo, inseriti giocando a far finta di dargli un contesto.

Siamo in Inghilterra nel 1956 e il “The Indipendent Group” (al quale ho accennato la volta scorsa) decide di partecipare a “This Is Tomorrow”, la mostra rivoluzionaria e oggi leggendaria tenuta alla Whitechappel Gallery di Londra.
Nell’occasione Richard Hamilton realizza, appositamente per il catalogo, “Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?”.

Prende così vita il primo manifesto della Pop Art che ne influenzerà profondamente lo sviluppo.
Il collage risente di evidenti influenze cubiste, surrealiste e soprattutto dadaiste.
L’opera raffigura una scena domestica. Al centro della composizione c’è una coppia: lui un body builder in posa, lei una pin up con in testa un paralume: il primo incarna la virilità, la seconda la donna oggetto; entrambi belli ed effimeri.
Molte sono le immagini tratte dalla pubblicità, dai fumetti e da altri media di massa dell’epoca.
Vi sono poi i nuovi elettrodomestici quali la televisione e l’aspirapolvere.

Hamilton è capace di giocare con frammenti di mondo, creando un caleidoscopio nel quale danza l’effervescente cultura popolare dell’epoca. La citazione nel titolo riflette l’interrogativo sulla natura delle aspettative e degli ideali della società contemporanea.

E’ una sorta di “manuale” dell’uomo moderno, ma non di meno un richiamo alla forza dei media nell’influenzare percezioni e desideri, in una carambola di continui riferimenti capaci di modellare la cultura popolare.
“Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?” rappresenta una critica al consumismo e una riflessione sulla natura delle rappresentazioni mediatiche.

Ed è questo che fa grande la Pop Art che, lungi dal voler essere un monumento al sogno della modernità e della crescita infinità, ricca, sfavillante ed effimera, getta – già al suo nascere – i semi di una coscienza critica e fa ciò usando sarcasticamente proprio il suo linguaggio.