Il dipinto raffigura un paesaggio arcadico con foreste, prati, colori brillanti, mare e cielo, popolato da figure nude a riposo e in movimento.

Il colore appare casuale ed è ritenuto un modo attraverso il quale l’Autore, invitava a guardare il bello attraverso la semplicità e lontano da schemi predefiniti.

L’opera è ispirata dai dipinti di Gauguin ma si notano anche le influenze di xilografie giapponesi, miniature persiane e immagini orientaliste di harem del XIX secolo. Vi si trovano riferimenti a Tiziano (l’uomo e la donna abbracciati nella parte inferiore a destra), a Cèzanne (le bagnanti) e a Manet (la posa delle due donne distese al centro).

Matisse, anche con questo lavoro, si oppone al pensiero pessimista di numerosi artisti del tempo.
Egli diceva: “Ci sono fiori dappertutto per coloro che vogliono guardare.”.