Un altro importante pittore europeo dell’Arte informale è Jean Dubuffet.

Uomo d’affari e appassionato d’arte, iniziò a dipingere in età matura.

La sua cifra stilistica è l’arte autentica e spontanea dei bambini e dei folli, che valorizza la personale pulsione emotiva comunicando in modo semplice e diretto. Una sorta di corollario di questa visione è il suo amore per lo stile primitivo e per i graffiti.

Anche Dubuffet fa ampio uso di materiali non convenzionali come sabbia, ghiaia, catrame e carta stracciata, utilizzati per creare tridimensionalità e texture originali. Il risultato sono lavori che presentano una varietà di segni, graffi, impasti e strati sovrapposti che infondono senso di profondità e di complessità.

“La mucca dal naso sottile” fa parte della serie di opere intitolate “Les animaux” (Gli animali) che rappresenta appunto diversi animali stilizzati.

Nel quadro, Dubuffet ritrae una mucca con un naso sottile e lungo che si estende verso il basso.

Evidente è l’uso della tecnica”graffiti”, consistente nel creare incisioni e segni direttamente sulla superficie pittorica, conferendo all’opera una sensazione di ruvidità tattile.

Nell’insieme l’opera incarna alla perfezione l’estetica di Dubuffet, che esalta ciò che è fuori  moda, non realistico e disarmonico. Il tratto è nervoso, la superficie estremamente disomogenea e la mucca, dall’aspetto naïf, si inserisce goffamente nella cornice senza alcuna relazione con lo sfondo. L’immagine agisce a un livello viscerale, evocando fragilità e vulnerabilità e risultando al contempo ridicola.

Per questo tipo di arte è stato coniato il termine “Art Brut”, che allude al distacco da qualsiasi establishment culturale. Secondo Dubuffet: “La vera arte è dove nessuno se lo aspetta, dove nessuno ci pensa né pronuncia il suo nome. L’arte è soprattutto visione e la visione, molte volte, non ha nulla in comune con l’intelligenza né con la logica delle idee.“.