Abbiamo detto che il Surrealismo è una pittura figurativa nella quale, tuttavia, l’accostamento di elementi reali e il loro contesto d’insieme è tale da irradiare un profondo senso di irrealtà e di sogno.
A eccezione di Mirò – che per molti tratti può apparire più astrattista – l’onirico è rafforzato proprio della tecnica di rappresentazione, quasi iperrealista, in contesti però del tutto incongrui e inaspettati.

René Magritte è uno dei miei pittori preferiti.
Il suo è un surrealismo delicato nell’uso dei colori, minimale e d’effetto, nel quale l’arte si espande su ogni piano, come un battito che parte dal cuore e arriva a pulsare fin alla superficie della pelle e che si può sentire solo fermando il tempo, azzittendo il mondo e appoggiando l’orecchio il più vicino possibile.
Il suo modo di esprimersi non è un mezzo per fuggire dalla realtà ma viceversa per immergervisi e per riuscire a comunicare i propri dubbi ed angosce, altrimenti inspiegabili a parole.

In “La reproduction interdite” il particolare surreale è la posizione dell’immagine riflessa che ripropone il punto di vista posteriore della figura. Al contrario il libro appoggiato sul caminetto appare correttamente capovolto nello specchio.

Ciascuno ricerchi il significato del lavoro. Magritte non amava dare chiavi di lettura.

Dal mio punto di vista, mentre mi ritrovo nello specchio che non riflette il viso, apparendomi come emblema dell’incognito della nostra identità, trovo interessante che il libro si rifletta correttamente.
Non è un volume qualsiasi giacché si tratta de “Le avventure di Arthur Gordon Pym” di Poe. Un libro d’evasione che lessi da ragazzo ma del quale ho ancora un intenso ricordo, non tanto della trama, ma delle sensazioni che mi diede: un viaggio in mare fino alla fine del mondo, con una conclusione incerta, enigmatica e visionaria.

Perché il libro è correttamente capovolto mentre il modello no?
Forse a motivo del fatto che il reale (l’essere umano o la sua coscienza) è irreale e l’irreale (la surreale avventura di Pym) è reale?

Vi lascio nel mistero e Vi auguro buona Pasqua.