Basta guardare i fiammeggianti capelli rossi, la plasticità della figura, la rabbia sommessa e il fiero risentimento che Cabanel cattura con il corpo ma soprattutto con gli occhi dell’angelo.

“L’angelo caduto” è un vero capolavoro del tardo Romanticismo.

 

(Lo struggente particolare della lacrima. Come non innamorarsene.)