Ancora un lavoro d’arte concettuale.

La vernice nera è applicata direttamente sul muro e incornicia l’opera, mentre le gocce residue scivolano verso il basso, aiutate solo dalla forza di gravità.

È significativo che Bochner abbia scelto di abbandonare completamente l’uso della tela, portando le parole direttamente nello spazio degli spettatori perché vengano vissute e affrontate nel loro momento presente. Come se fossero graffiti.

E così siamo tutti invitati a mettere in discussione il significato di parole e frasi che troviamo ovvie invece di consumarle con compiacenza, e incoraggiati a prendere tempo per riflettere.

Come egli disse, “Il lavoro di comprensione non è mai completo, è sempre in processo”.