Caspar David Friedrich è considerato il più significativo pittore del movimento romantico tedesco.

Incline a una profonda malinconia, conseguenza di una fanciullezza rattristata da tante morti in ambito familiare e da un’educazione molto rigorosa, egli trovò nell’osservazione della natura un modo per placare la propria inquietudine interiore.
Le sue atmosfere sognanti, irreali e a volte spettrali, incarnano l’ideale e il sentimento romantico, con raffigurazioni di intensi momenti quali l’alba, il tramonto o i frangenti di una tempesta.
La natura viene vista come una manifestazione divina, da contemplare con sublime stupore e rispetto, di fronte alla quale l’essere umano, per quanto importante, tende a scomparire.

“Le tre età dell’uomo” raffigura un promontorio proteso sul mar Baltico al tramonto.
Su questo paesaggio, aspro e desolato, sono collocate cinque figure umane. Vi troviamo un vecchio che, rivolgendo le spalle all’osservatore, osserva l’orizzonte poggiandosi su un bastone: il suo abbigliamento comprende un mantello e un berretto patriottico rinascimentale. Davanti a lui vi sono un uomo e una donna accompagnati da due bambini.
Alle cinque figure dipinte sul lembo di terra in primo piano Friedrich contrappone cinque imbarcazioni che navigano sullo specchio d’acqua, reso con tonalità verdi-violacee. Le due più piccole alludono alla giovane età dei due bambini, mentre le altre si identificano idealmente nei tre personaggi adulti. Il veliero centrale, in particolare, rinvia all’anziana età di Friedrich, ormai pronto a congedarsi dalla vita.
Lo scafo ribaltato sulla battigia simboleggia infine la morte.

Il mare non è agitato ma calmo e placido.
Friedrich, infatti, è pienamente consapevole di aver appena passato la fase «burrascosa» della vita ed è quindi tranquillo.
L’intero quadro trasmette uno stato di calma e di quiete fisica e spirituale.

Una declinazione originale del tema delle tre età dell’uomo, già toccato da altri artisti nella storia dell’arte, quali ad esempio Giorgione e Tiziano.

Un’altra opera di Friedrich da non perdere è “Il viandante sul mare di nebbia” , considerata oggi il manifesto del movimento romantico.

A dire il vero, in vita, i suoi lavori venivano acquistati essenzialmente per curiosità e dopo la sua morte venne quasi completamente dimenticato, fino a quando, verso la fine dell’800, le sue opere, per la maggior parte ancora in Germania, cominciarono ad essere oggetto di grande interesse.

Diceva Friedrich:
“Il pittore non deve soltanto dipingere ciò che vede davanti a sé ma anche ciò che vede in sé. Se però in sé non vede nulla, tralasci pure di dipingere ciò che vede davanti a sé”.