L’Autore realizzò, oltre a una prima bozza, altre tre versioni di questa scena, tra il 1893 ed il 1910, con tecniche diverse: pastello su cartone e tempera su pannello.

Racconta Munch: “Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.”

Guardando l’immagine, l’impressione è di una sorta di separazione tra la parte del soggetto che urla unita al paesaggio, di intensa drammaticità emotiva, e quella del sentiero e delle persone che camminano, che appare indifferente. Questo contrasto, o forse conflitto, enfatizza il pathos d’insieme.

L’opera si inserisce nel pessimismo di fine Ottocento, momento di forte incertezza dell’essere umano e infatti terreno fertile per i primi studi sull’inconscio.