
Con un gesto violento e poetico, Mimmo Rotella strappa il velo di perfezione della cultura pop, rivelando la fragilità nascosta dietro ai miti dell’America luccicante.
Questo mese facciamo una piccola incursione nella Pop Art italiana, incontrando le opere di alcuni importanti artisti di quel periodo.
Ricorderete che abbiamo già ammirato alcuni lavori di Schifano.
In “Marilyn”, Rotella usa la tecnica del décollage – sovrapponendo e strappando manifesti pubblicitari – per rappresentare il volto iconico di Marilyn Monroe, un simbolo della cultura pop e del consumismo.
La scelta riflette l’influenza della cultura americana in Europa negli anni ’60, dove il fascino di Hollywood e dei suoi miti era anche un potente veicolo di propaganda, espressione di un’America che si proponeva come modello scintillante e vincente per il mondo.
È importante osservarlo: i manifesti strappati non sono solo rilevanti sul piano della creazione e dell’effetto visivo, ma simboleggiano l’impermanenza della celebrità e l’effimero del mondo dello spettacolo.
In effetti, “Marilyn” rappresenta l’apice della poetica di Rotella: la sovrapposizione di frammenti spezzati e l’idea di deterioramento urbano diventano metafore della società consumistica e delle immagini transitorie che essa produce.
In ogni strappo, Rotella sembra svelare l’illusione: dietro il volto perfetto, si nasconde la fragilità del mito.
ndr:
Oggi cade la devozione per i morti e, prendendo spunto da questa bellissima opera così ricca di significato, abbiamo l’occasione di riflettere sull’impermanenza della vita e sull’imperituro valore delle nostre scelte.

