Oggi propongo una delle innumerevoli nature morte di Gorgio Morandi, composte da tazze, bottiglie e vasellame.

Morandi è stato un pittore e un eccelso incisore del ‘900, grande costruttore di forme e di volumi, che sviluppava in infinite variazioni, viaggiatore della materia e della luce, fu definito da De Chirico “Pittore della metafisica e delle cose quotidiane”.

Dei suoi lavori amo la semplicità, la calma, la contemplazione e la ricchezza di poesia.

Attraverso la luce che elide ogni ombra, o se presente la accarezza fino a lambirla, Morandi, a mio avviso, riesce a rendere i semplici oggetti quotidiani commisurabili al sacro.

Da un superficiale esame dei suoi cataloghi potrebbe anche apparire ripetitivo, ma come scrisse Ernst Bloch: “La monotonia rimproverata a Morandi per le sue bottiglie è soltanto una certa maniera di oggettività: di monotonia si potrebbe accusare, piuttosto, l’occhio dell’osservatore. Al contrario è raro che due nature morte di Morandi siano veramente simili”.

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