Molto dada – per il rifiuto del concetto di opera d’arte tradizionale e per l’atteggiamento provocatorio – è anche l’esperienza del gruppo dei Nouveaux Realistes che opera in Europa e corre parallelo al New Dada americano.

Jean Tinguely è un artista svizzero che ben esprime questa vocazione ed è noto soprattutto per le sue macchine cinetiche, che spesso si autodistruggono o svolgono azioni caotiche e senza utilità.

“Omaggio a New York” è uno dei suoi lavori più famosi e fu realizzato per una performance al Museum of Modern Art di New York.

Si tratta di una complessa macchina cinetica composta da parti meccaniche in movimento, ruote, cavi e motori. Durante la performance, la macchina era progettata per autodistruggersi lentamente, generando rumore e caos mentre si disarticolava. La performance era una dichiarazione provocatoria contro la razionalità e l’ordine dell’arte tradizionale.

Le “macchine a vuoto” di Tinguely vengono interpretate come allegorie della società consumistica e industriale, che si esaurisce per la sua frenetica attività, sfociando nell’assurdo.

La sua Heureka” si trova ancora oggi funzionante in riva al lago di Zurigo.

Presto però inizierà a sberluccicare un nuovo modo di sentire che dalle vacue icone della modernità trarrà linfa vitale venendone poi sedotta e soverchiata: la Pop Art. Ma questa è un’altra storia.

“È nell’atto stesso di creare che ritrovo l’energia e la felicità.” (Jean Tinguely)