Ho messo insieme una raccolta di opere, c.d. ready made, di un autore che non lascia indifferenti.

“Untitled 1991”
Nessun riferimento a un prodotto, nessuno slogan, nessun numero telefonico, solo un’immagine di un letto disfatto, i cuscini stropicciati con il solco lasciato da due teste, una semplice foto in bianco e nero: il letto dove dormiva Felix con il proprio compagno Ross, all’epoca appena scomparso a causa dell’AIDS.

González-Torres era stato richiesto di esporre la grande opera (una foto di 3 m x 6) al Museo d’Arte Moderna di New York (il “MOMA”), cosa che fece.
Ma a lui non bastava; voleva portarla fuori, e decise di affittare nell’area di New York 24 cartelloni normalmente adibiti alle pubblicità.
Un gesto provocatorio ed eloquente: l’uso di una spazio commerciale per veicolare un messaggio d’amore e di dolore.

Anche “Untitled (Portrait of Ross in L.A.)” (che potete vedere in alto a destra), esposta postuma nel 2007 alla Biennale di Venezia per rappresentare l’America, è un’idea stupenda.
All’interno dell’area espositiva viene installata una piramide di 75 chili di caramelle colorate ammassate in un angolo. Il visitatore, durante la mostra, veniva invitato a prenderne qualcuna. L’opera è un ritratto di Ross, non nelle sue fattezze estetiche ma del suo peso corporeo nel momento della morte.
Felix ci chiede di consumare l’opera, perché il suo stesso amore si sta consumando, e lui non è pronto a dirgli addio. Deve essere il visitatore ad aiutarlo, accompagnandolo verso l’elaborazione dell’abbandono, rendendo così il distacco più facile, tanto che quando Felix ritornerà l’istallazione sia esaurita, scomparsa.

“Amanti” (la seconda a destra dall’alto) è poi struggente.
Due orologi sincronizzati: Felix e Ross.
Qualcosa che a spiegarlo a parole non si riuscirebbe.
“Non aver paura degli orologi”, aveva scritto Felix a Ross nel 1988, “sono il nostro tempo, il tempo è stato generoso con noi. Abbiamo marchiato il tempo col dolce sapore della vittoria. Abbiamo dominato il destino incontrandoci in un certo tempo e in un certo spazio. Siamo un prodotto del tempo, perciò rendiamo merito a chi è dovuto: al tempo stesso. Siamo sincronizzati, ora e per sempre”.