Non è prima di tutto possibile dare conto della magia del capolavoro di Roth partendo dalla trama che, anzi, potrebbe addirittura distogliere dalla lettura.
La vicenda personale e familiare del protagonista Seymour Levov – raccontata o meglio ricostruita in una sorta di biografia immaginaria fatta da un suo conoscente – è un incredibile affresco dell’America, che si snoda lungo diversi decenni.

Roth è sempre leale nella descrizione delle cose e dei sentimenti.
Così ne esce un’America – o forse sarebbe meglio dire un “modello americano” – che oscilla tra epica, sogni, contraddizioni e fragilità. Sicché alla fine il bilancio più che incerto risulta impossibile, anche perché ogni valutazione è alterata, se non addirittura travolta, da una cascata di emozioni.

La “Pastorale” è per me un capolavoro assoluto che lascia completamente spiazzati per la sua bellezza e per l’assenza di appigli e soluzioni.

PS: In periodo di Covid suggerisco la lettura di “Nemesi”, un romanzo breve di questo Autore, nel contesto delle epidemie di poliomielite negli anni cinquanta in America. Però dovrete essere disposti a un’esercizio di grande commozione.