Broodthaers realizzò cartelli in plastica con enigmatiche combinazioni di parole, lettere, segni e forme, che sono conosciuti come “Poesie industriali”.

Nonostante la somiglianza con cartelli segnaletici e con tavole optometrie, le placche non hanno alcuna funzione apparente né comunicano alcun messaggio chiaro ed anzi disorientano fortemente lo spettatore.

Si tratta di manipolazioni del linguaggio che disarticolano i segni standardizzati e univoci della nostra epoca …
… quasi a suggerire che non tutto è come sembra e che la verità va ricercata oltre le apparenze.