Patrick Caulfield è stato un pittore e incisore britannico associato al movimento Pop Art, benché in effetti il suo lavoro presenti anche influenze di altri movimenti tra i quali il Nuovo Realismo.

Noto per il suo stile che unisce elementi della Pop Art con un approccio più formale alla composizione e al colore, egli dipinge utilizzando colori brillanti pieni e solidi, delimitati da spesse linee nere.
Questa tecnica distintiva, che richiama l’estetica fredda ed essenziale delle grafiche pubblicitarie realizzate industrialmente, permette all’artista di distaccarsi dall’opera, presentando immagini artificiali, anonime ma incredibilmente suadenti.
La pittura di Caulfield è alquanto raffinata, non solo perché adotta l’impianto prospettico cinquecentesco, ma altresì perché riprende soggetti tipici del rinascimento e in generale della storia dell’arte, come nature morte e scorci di interni domestici, riproponendoli in chiave pop.
I colori freddi, brillanti e piatti contrastano con le forme classiche e sinuose dei suppellettili rappresentati, come bicchieri, vasi e anfore e conferiscono a banali oggetti ordinari una perfezione ed una impersonalità tali da renderli iconici

“Pottery” rappresenta una vetrina di ceramiche nella quale gli oggetti sono rappresentati da punti di vista diversi a seconda della loro posizione nella composizione: quelli vicini al fondo dell’immagine sono dipinti come  visti dall’alto, quelli vicini al centro sembrano essere visti dall’altezza degli occhi e quelli verso la parte superiore della tela sono mostrati dal basso. Questo accorgimento enfatizza l’effetto complessivo dell’accatastamento.

L’artista disse dell’opera: “fu per me una scusa per usare molto colore”.