Interrompo l’incursione nell’arte astratta del XX Secolo per dedicare l’appuntamento di oggi a un episodio “artistico” che mi ha fatto pensare.

Qui a Milano, in Piazza San Babila, erano state esposte sui pannelli di un grande cantiere edile, alcune opere realizzate da aleXsandro Palombo, artista noto per alcuni suoi lavori dirompenti.

Tra le altre vi era appunto “Power is female”.

Qualche giorno fa è arrivato l’ordine di rimuoverla. Non sono riuscito a comprendere la dinamica della decisione, ma sembra che il motivo sia stato che l’opera fosse “troppo politica”.

Giorgia Meloni e Elly Schlein sono disegnate vicine, di schiena l’una rispetto all’altra, nude e in gestazione. La prima con la fiamma tricolore tatuata sul braccio e il ventre timbrato “Not for rent”; la seconda con tatuata la bandiera arcobaleno ed il ventre timbrato “My Uterus My Choice”.

Dice l’Autore “Ho voluto scattare un’istantanea del tempo in cui viviamo e celebrare due donne che in questo momento coprono il gradino più alto delle istituzioni. È un’occasione importante per entrambe, potersi confrontare su tematiche femminili: finalmente due donne al potere che possono prendere decisioni per le questioni che riguardano le donne, senza interferenze maschili”.

Come la vedo io sul piano artistico?
Ogni giudizio inizialmente è sempre assiologico: o “si” o “no”. Per me “Power is female” è un si.

L’arte può parlare di politica ma il contrario è molto discutibile e pericoloso.
Ricordiamoci che “Mostra d’arte degenerata” fu allestita dai nazisti e che le opere esposte erano state realizzate da pittori immensi.
Quindi, anche questa volta, il motivo politico – se vero – è un brutto messaggio per tutti noi.

Sul piano della realizzazione, a me il nudo di solito non piace e non perché non sia bello o potente, ma perché nella contemporaneità rappresenta un linguaggio eccessivamente abusato. Per cui se lo vuoi usare devi essere davvero bravo, altrimenti penserò che lo hai fatto solo per ottenere la massima visibilità con il minimo sforzo.
Però la nudità nella gestazione la percepisco in modo diverso.

Poi mi pace da morire l’idea di due donne di potere, con idee contrastanti che – secondo la narrazione dell’artista – si mettono in gioco utilizzando lo stesso linguaggio ma pervenendo a risultati diversi.
L’idea poi di farla come street art rende il tutto ancora più incisivo.

L’arte moderna è spesso provocatoria ed io amo molto le provocazioni perché ci scuotono dal torpore culturale nel quale viviamo.

Non dimentichiamo che gli artisti hanno una visione altra; sono grandi perché riescono ad essere precursori sui tempi; hanno lo sguardo proiettato al futuro e questa è la ragione per cui spesso non sono codificabili e immediatamente comprensibili.

Ma coloro che amano l’arte lo sforzo di approfondire lo fanno.