Questo Sabato proseguiamo con l’incursione nel Futurismo e tocchiamo il tema della velocità.

Siamo nell’ambito di una sorta di branca del Movimento, che si sviluppò negli anni ’20 e ’30: la “Aeropittura”.

L’aereo, in quegli anni, fu il simbolo per eccellenza di libertà, velocità e coraggio, con protagonista assoluto l’aviatore.
L’aeropittura vuole trasmettere le emozioni del volo, i sentimenti e le sensazioni che si provano a librarsi nell’aria a grande velocità, sorvolando le città e la natura sottostanti, per poi lanciarsi nel vuoto con il paracadute.

Sarà che mio nonno guidò arerei leggeri – e ho ancora un suo orologio tecnico degli anni ’30 di incredibile fattura – ma quest’immagine mi emoziona.

Certo – lo abbiamo già detto – le idee e le vibrazioni alla base dell’impianto culturale e ideologico del Futurismo, sono collegate alle tristi vicende della prima metà del Novecento.
E l’inquietudine che le opere futuriste spesso lasciano è tangibile.