Oggi pubblico un lavoro di un pittore che avevamo già incontrato in questa rubrica, in relazione al suo famosissimo “Nottambuli”.

“Risacca” mi piace davvero tanto ed è in tema estivo, ma, nonostante l’allegra palette di colori e l’apparente serenità della scena, trasudano i temi della solitudine e della fuga, tipici dell’opera di Hopper.

Il cielo blu, le figure baciate dal sole e la vasta rotondità delle onde donano un senso di calma alla composizione, ma la tangibile distanza che le figure prendono l’una dall’altra e anche la loro visibile preoccupazione nei confronti del galleggiante contenete la campana d’allarme, posizionato al centro del dipinto, mettono in discussione l’apparente tranquillità d’insieme.
Le nuvole nel cielo blu, premonitrici di tempesta, insinuano un ulteriore senso di angoscia.

Benché Hopper non abbia mai dato spiegazioni sui significati del dipinto, i segnali di questo grave pericolo si possono riferire a una minaccia molto seria: durante il periodo di creazione di quest’opera, dall’agosto al settembre del 1939, la Seconda Guerra Mondiale stava scoppiando in Europa.

Anche se L’Autore è prettamente riconosciuto per le scene rurali e urbane, nutrì, per tutta la vita, un entusiasmo per il mare, nato in lui quando viveva a Nyack, New York, che divenne poi il prosperoso porto di Hudson River. Anni dopo lui e la moglie costruirono una casa e uno studio a Truro, nel Massachusetts, dove Hopper realizzò molti dipinti a olio e acquarelli, manifestando il suo vivido interesse per i soggetti nautici.