Un’altra opera di land art concepita da Christo e Jeanne-Claude rimase a in posa in California dal 10 al 25 settembre 1976.

La sua realizzazione comportò una lunga pianificazione ed il coordinamento con le comunità locali, le autorità e i proprietari terrieri. Fu necessario ottenere numerosi permessi e superare diverse sfide logistiche.

Alta 5,5 metri e lungo 39,4 chilometri, l’opera si estende da est a ovest su spazi pubblici e proprietà private a nord di San Francisco, scendendo fino all’Oceano Pacifico.
Fu progettata per essere vista seguendo 64 chilometri di strade pubbliche, nelle Contee di Sonoma e Marin.
Vennero utilizzati 200.000 metri quadrati di tessuto pesante in nylon bianco intessuto, appeso a un cavo d’acciaio teso tra 2.050 pali d’acciaio (ciascuno lungo 6,4 metri, di diametro 8,9 centimetri), infissi nel terreno per 91 centimetri senza l’uso di calcestruzzo, e lateralmente rinforzato con tiranti d’acciaio (145 chilometri di cavo d’acciaio) e 14.000 ancoraggi. I bordi superiore e inferiore dei 2.050 pannelli di tessuto erano fissati ai cavi superiori e inferiori con 350.000 ganci.

Tutte le parti della struttura del Running Fence erano progettate per essere completamente rimosse e non rimase alcuna evidenza visibile dell’opera.

Le spese vennero integralmente sostenute da Christo e Jeanne-Claude tramite la vendita di studi, disegni preparatori, collage, modelli in scala e litografie originali e non venne accettata alcun tipo di sponsorizzazione.

Anche quest’opera è rimasta un esempio dell’approccio visionario di Christo e Jeanne-Claude all’arte ambientale e ha dimostrato come essa possa interagire con la geografia e la comunità ed è  un’occasione per riflettere sul tema della temporalità.