Tom Wesselmann viene di solito ricondotto alla Pop Art.
E’ interessante però che egli non si considerasse un popist, come pure che dichiarasse di aver scelto di raffigurare oggetti di uso quotidiano per le loro qualità estetiche e non per fare una critica sociale o culturale.

Alcune sue serie sono famosissime come “Still Life”, “Great American Nudes” e “Smokers”.
Vi propongo qualcosa tratto dalla prima, perché i nudi “emozionano” troppo l’algoritmo e fino a quando non faremo qualche lezione di Storia dell’Arte all’intelligenza artificiale sarà inevitabile la censura.

“Still Life” è una serie di nature morte con immagini ritagliate da riviste e poi incollate direttamente sulla superficie del dipinto.
I riferimenti sono numerosi; a me piace tantissimo quello a Mondrian nel terzo lavoro.
La serie a mio giudizio meriterebbe attenzione anche perché l’Autore continua a svilupparla nei decenni successivi ed è quindi possibile avere la misura dell’evoluzione dello stile e del costume.
Le ultime due tavole sono ad esempio rispettivamente degli anni ’70 e ’80.

Per chi amasse il genere suggerisco anche di andare a vedere la sua serie degli anni ’70  “Smokers” in cui il tema è la bocca e che fu dipinta traendo spunto dalla sua modella e amica Peggy Sarno nell’atto di fumare.