Tra le avanguardie storiche del ‘900 il movimento Dada – che, come ho già detto, volutamente non chiamo Dadaismo – è forse quello più ingiustamente trascurato, venendo visto più che altro come un’anticipazione di altre correnti successive e principalmente del Surrealismo, forse un po’ anche per l’aspetto sognante.
Ma non si può non rimanere colpiti da quanto Dada abbia influito sull’arte e sulla cultura del secolo scorso.

La vibrata critica contro la borghesia – colpevole di aver trascinato il mondo nel dramma della grande guerra – si traduce per gli artisti dada nel rifiuto dei concetti di bellezza, di ragione, di progresso e di modernismo, ai quali vengono contrapposti una libertà senza freni, l’irrazionalità, lo spirito anarchico, l’ironia e il gusto per il gesto ribelle e irridente.

Le opere dada sono irrispettose, stravaganti e vengono realizzate con l’utilizzo di materiali e forme inediti, nel tentativo di superare la tradizionale gerarchia delle tecniche e dei generi artistici, per virare verso procedimenti innovativi quali, tra l’altro, il ready made (ad esempio Duchamp), il collage e il fotomontaggio.

Hannah Höch è un’artista tedesca protagonista del circolo dada berlinese.

L’opera che vi propongo oggi è un collage-fotomontaggio realizzato con un chiaro intento politico.
Vi troviamo immagini di leader politici della Repubblica di Weimar, foto di sportivi dell’epoca, ritratti di artisti dadaisti, parti di strutture meccaniche e immagini della città. Sono presenti anche parole create con lettere ritagliate, come il temine “Dada”.
La polemica contro la neonata Repubblica di Weimar è evidente. Non va dimenticato che gli artisti Dada si erano schierati con gli spartachisti che erano appena stati sconfitti e fucilati.

Questo lavoro dirompente ebbe una grande risonanza.

Benché sia un’opera un po’ complicata da fruire (almeno per me), mi è piaciuto proporvi un collage, intanto perché al tempo era una tecnica quasi inedita (se escludiamo alcuni lavori del Cubismo analitico, ad esempio di Picasso) e poi perché ritagliare dalle riviste immagini familiari e riproporle in un diverso contesto per dare uno specifico significato, incarna a mio avviso il concetto chiave del dada, ossia la decontestualizzazione come potente mezzo espressivo.