Una grande bellissima tela eseguita con pittura a smalto.

L’informale alla fine degli anni cinquanta si sta trasformando.
L’italia è ora influenzata dalla pop art, soprattutto nell’ambiente romano, e in quello milanese Fontana e Manzoni propongono il linguaggio monocromo e spzialista.

Tempo moderno riesce a sintetizzare i diversi linguaggi che stanno entrando sulla scena.
Il monocromo è evidente; la riflessione sullo spazio si percepisce nella vernice che cola fuori dalla tela, mentre l’influenza della Pop Art è palpabile nei blocchi di colore rosso brillante e curvilinei che suggeriscono il pannello di un cartellone pubblicitario (il colore della Coca Cola in quel periodo è ossessivo).
La forma squadrata ricorda uno schermo televisivo, tanto caro a Schifano: ricordiamo i numerosi apparecchi contemporaneamente in funzione nelle stanze delle sue case, sui quali passavano in continuazione immagini senza sonoro in bianco e nero che l’artista rendeva sulla tela con pochi tocchi di colore.

La produzione di Schifano è a dir poco sterminata, assai diversificata nei diversi periodi della sua lunghissima carriera, di non facile inquadramento e purtroppo molto contraffatta.
Lui un personaggio unico per sensibilità, contraddizioni e tormenti.