Continuiamo con il viaggio Dada, nel quale è impossibile non perdersi.

Sabato scorso abbiamo detto che si tratta di un’arte anti borghese e nichilista, che vuole destabilizzare e scuotere e nella quale l’opera è solo se stessa e l’artista un tecnico di montaggio: una sorta di anti-arte.

Oggi vediamo l’origine del nome “Dada” sulla quale vi sono diverse ipotesi.
Quella più nota è che sia stato scelto inserendo a caso un temperino tra le pagine di un dizionario. Quindi un metodo casuale e irrazionale.
Volendolo tradurre letteralmente, “da da” in russo significa due volte sì; in tedesco due volte là; è anche una delle prime espressioni che i bambini pronunciano, e con la quale essi indicano tutto: dal giocattolo alle persone. “Dada” significa in francese “cavallo a dondolo”.
Ma come disse Philip Daverio parlando del Dada: “La vita non è solo qua; la vita è anche da da da: è là” (quanto ci manca!).
Tristan Tzara – autore del manifesto del movimento – nel 1918 scrisse: “DADA non significa nulla.”.

Certamente l’espressione mi pare coerente con un’idea di irrazionalità, dissacrazione e forse anche di universalità.
Del resto Dada se l’ha prende “seriamente” con l’”eredità” senza “spirito di serietà”.

Raoul Haussmann è stata una figura chiave del Dada berlinese.
Il suo capolavoro “Testa meccanica” è un’icona del ‘900.

L’opera è realizzata utilizzando una testa porta-parrucca alla quale sono aggiunti alcuni elementi come un righello, il meccanismo di un orologio da taschino, dei pezzi di macchina da scrivere e di fotocamera, un portafoglio in coccodrillo e altri oggetti.
La testa dell’uomo contiene pensieri materiali, non più astratti. All’essere umano manca qualcosa in cui credere e, non riuscendo a dare un senso alla propria esistenza, preferisce essere egoista e pensare alla sopravvivenza.

Un’intuizione a ben vedere centrale, dato che l’immagine di Haussmann ci consegna il contesto ideale per l’imminente ascesa dei totalitarismi, che si pongono all’uomo come “spiriti-guida” verso la strada “migliore”.

Se l’altra volta avevo detto che Dada è stata l’avanguardia più dirompente, oggi aggiungo che è anche la più potente perché più che un movimento è un attitudine culturale, un metodo di approccio all’esistenza e all’arte.
E’ interessante che Haussmann influenzerà ad esempio la Pop Art”. Ma più in generale a Dada sono debitori diverse altre correnti artistiche, quali il “Surrealismo”, l’“Informale” e il “Concettuale”.