Stiamo ancora in compagnia di di Christo e Jeanne-Claude con un’installazione di land art rimasta in opera tra il 18 giugno al 3 luglio 2016.

Si tratta di una rete di pontili galleggianti aperti al pubblico, allestiti sul lago d’Iseo, tra Sulzano, Montisola e l’isola di San Paolo.
Le passerelle erano ricoperte da un tessuto giallo e consentivano ai visitatori di camminare sull’acqua, creando un’esperienza immersiva unica nel paesaggio lacustre.

La realizzazione delle passerelle galleggianti comportò un processo complesso di progettazione e ingegneria per garantire la stabilità e la sicurezza delle strutture.
Dopo la sua chiusura, le passerelle e il materiale utilizzato per la loro realizzazione vennero smantellati e riciclati per minimizzare l’impatto ambientale.

Siamo ancora in presenza della magia di una grande trasformazione del paesaggio naturale per mano dell’uomo e – mi sia consentita questa osservazione che sento molto per questi due artisti – ciò è fatto con un semplice “tocco”: solo delle passerelle!

E così i visitatori potevano camminare sull’acqua su una striscia di luce (il giallo del tessuto) ed al contempo le diverse località e le relative comunità del lago venivano fisicamente connesse.

Ma soprattutto, ancora una volta, possiamo toccare con mano e vivere visceralmente uno dei più importanti codici dell’esistenza, una legge fondamentale dell’universo: la transitorietà delle esperienze umane e in definitiva di questo nostro passaggio.
L’opera persistente solo per un breve tempo ci invita a cogliere l’opportunità di vivere e apprezzare l’esperienza nel presente.

Ma attenzione, non è un dramma, ciò che è accaduto ed è concluso è un pezzo indispensabile del mosaico dell’esistenza.
Nell’attimo solo preziosi dettagli; alla fine – nella visione d’insieme – forse un capolavoro.