Seurat dipinge la folla domenicale dei parigini in un parco sulle rive della Senna.

Il tema è tipicamente impressionista, ma qualcosa non torna: nessuna pennellata per veloci tocchi virgolati, ma solo puntini.

L’Autore impiegò due anni per terminare questo grande lavoro, poiché usò una nuova tecnica pittorica, che verrà definita dai critici, con una punta di irrisione, “Puntinismo”.

Si utilizzava la legge della complementarità cromatica teorizzata dal chimico Michel-Eugène Chevreul in base alla quale, a una visione distanziata, i vari puntini di colore puro tendono a fondersi e a restituire un colore diverso, ricomponendosi non per via di un intervento meccanico del pittore, ma grazie alla retina dell’occhio dell’osservatore.

Il lavoro trasuda sia l’interesse dell’Autore per l’approfondimento del comportamento della luce, sia, soprattutto, il suo desiderio di superare gli schemi dell’impressionismo, che ormai si cominciava a sentir essere un linguaggio un po’ stanco.

Del resto fu nel 1886 che si tenne l’ultima mostra impressionista a Parigi e furono proprio le opere esposte nell’ultima sala che monopolizzarono l’attenzione del pubblico e dei critici. Fra esse Seurat presentò questa sua immensa tela che dominava su tutte.