Balla – protagonista indiscusso del movimento futurista – vuole qui rappresentare il cambiamento che suono, velocità e luce, prodotti dal dinamismo del movimento, producono sull’atmosfera circostante.
In particolare nell’opera, che forse faceva parte di un trittico, l’Autore analizza e rappresenta gli effetti prodotti nell’atmosfera dal veloce passaggio di un’automobile in corsa.

L’impianto cromatico è articolato su tre tonalità principali.
In alto il cielo è colorato con un indaco di fondo e segni blu più saturi; in centro si intravede il verde del paesaggio e il bianco della strada; infine in basso si trova il rosso dell’automobile che, sfrecciando, frantuma lo spazio e si integra con esso.
La cornice è invasa dal colore e l’opera sembra così espandersi verso l’esterno.

Sulla tela l’artista raffigura il rumore tramite un incrociarsi di segni e il moltiplicarsi delle linee dei piani; il rombo dei motori è descritto dalle forme zigzaganti e dalle croci mentre le linee a spirale indicano la velocità.

Il protagonista dell’opera non è, quindi, tanto il veicolo in sé, quanto piuttosto la sua velocità. Unendo astrazione ed elementi figurativi il pittore rappresenta l’impatto sui sensi provocato dallo sfrecciare della vettura, i bagliori cangianti della luce, le onde sonore e il confondersi delle forme.

E’ l’immagine di un progresso tecnologico che sconvolge l’ambiente circostante, facendolo letteralmente andare in pezzi.

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