Giuseppe Arcimboldo è noto per il suo modo bizzarro di ritrarre i propri committenti, componendo i loro volti con oggetti d’uso comune, come ortaggi, frutta e libri.

Visse nel periodo del manierismo ma sfugge in realtà a ogni tentativo di catalogazione.
Dopo la sua morte venne presto dimenticato per essere riscoperto nel ‘900 dai pittori surrealisti, come Salvador Dalí, che trasse ispirazione dal suo modo di giocare con gli oggetti.

La sua tecnica pittorica si basava sulla pareidolia, ossia la tendenza istintiva a trovare strutture ordinate e forme familiari in immagini disordinate, in special modo in riferimento a volti umani.
Famose sono sue opere come le stagioni, i quattro elementi della cosmologia aristotelica e “Il bibliotecario”.

Originario di Milano – dove il padre era pittore e aveva un’importante bottega – Giuseppe contribuì anche ai lavori del Duomo di Milano e di Monza, disegnando cartoni per vetrate e arazzi.
Si trasferì presto a Vienna presso la Corte di Massimiliano II d’Asburgo.

Il Santo Imperatore Romano Rodolfo II d’Asburgo, succeduto al padre Massimiliano, gli commissionò questo quadro. Arcimboldo creò l’immagine di Rodolfo con frutta e verdura fresca in carattere di Vertumnus, il dio romano della vita delle piante, della crescita e del cambiamento delle stagioni.

Nel 2015 Milano rese omaggio ad Arcimboldo in occasione dell’Expo, con la mascotte Foody, ispirata alla sua opera “L’Ortolano”, interessante perché reversibile, ossia ammirabile anche capovolta.