Proseguendo nella Pop Art, anche oggi siamo in Nord America ma è importante ricordare che questa corrente artistica nasce in realtà nel Regno Unito e – benché sia in effetti difficile da credere – ciò avviene già agli inizi degli anni ’50, quando nel mondo spopolava lo stile diametralmente opposto dell’Informale e dell’Espressionismo astratto.
Gli artisti inglesi coagulati nel “The indipendente Group” ne furono dunque pionieri, con creazioni incredibilmente raffinate e innovative.

Ma torniamo a New York. Siamo nel 1962 alla prima mostra personale di Lichtenstein, nella famosissima Galleria di Leo Castelli. Quando Warhol lo incontra alla mostra, entrambi stavano sperimentando da anni la pittura di soggetti tratti dai fumetti, affascinati dalle immagini iconiche della cultura popolare. Ma dopo aver visto i suoi lavori Warhol decide di cambiare genere per distanziarsi da quest’ultimo e sviluppare uno stile differente.

Lichtenstein è particolarmente noto appunto per opere che imitano lo stile dei fumetti, con l’uso distintivo dei puntini Ben-Day.

“Whaam!” è uno dei suoi lavori più celebri.
E’ per noi strano vedere un fumetto realizzato con la tecnica della pittura a olio su tela, anche perché quando pensiamo ai popists abbiamo in mente soprattutto serigrafie e riproduzioni seriali.
L’opera rappresenta una scena di combattimento aereo tratta da un fumetto della DC Comics del 1962, “All-American Men of War”. La parola “Whaam!” è l’onomatopea che suggerisce il suono di un’esplosione o di un colpo d’arma da fuoco.
Il lavoro allude forse alla banalizzazione della guerra e alla sua rappresentazione nei media.
L’opera – nell’originale di grandi proporzioni – ha una capacità impressionante di catturare l’attenzione.

E dato che sono due sensibilità artistiche che amo molto, mi ha colpito leggere che Keith Roberts, in un articolo del Burlington Magazine del 1968, la descrive come una combinazione di “eleganza art nouveau con un’energia nervosa che ricorda l’Espressionismo astratto”.