Molte organizzazioni internazionali e  governi hanno rilasciato dichiarazioni “preoccupate”.
Pochi hanno avuto il coraggio – o l’interesse strategico – di andare oltre la retorica.

Ecco una mappa di chi ha preso posizione – e chi si è limitato alle parole.

Organizzazioni internazionali

  • ONU: Il Segretario Generale António Guterres ha denunciato “violazioni massicce del diritto umanitario”.
  • Corte Internazionale di Giustizia: Caso aperto per genocidio, promosso dal Sudafrica con altri paesi del Sud globale.
  • ONG (Amnesty International, Human Rights Watch, Oxfam): Hanno documentato crimini di guerra sistematici, puntando il dito su punizione collettiva, blocco umanitario e attacchi a civili.

America Latina

  • Colombia: Ha definito l’operazione militare israeliana come genocidio. Ha rotto le relazioni diplomatiche.
  • Bolivia: Ha interrotto ogni rapporto diplomatico.
  • Belize e Honduras: Hanno richiamato ambasciatori o sospeso relazioni.
  • Cile e Brasile: Hanno condannato pubblicamente Israele per uso eccessivo della forza. Lula ha detto: “Non è guerra, è genocidio”.

Africa

  • Sudafrica: Ha ritirato i diplomatici. Ha definito le azioni israeliane “punizione collettiva”. Ha citato Israele alla Corte Internazionale di Giustizia con altri paesi del Sud globale.
  • Algeria e Tunisia: Condanna ferma, ma senza rottura diplomatica.

Asia e Medio Oriente

  • Cina: Ha accusato Israele di oltrepassare i limiti dell’autodifesa. Ha tentato mediazioni ONU, bloccate dagli USA.
  • Turchia: Ha richiamato l’ambasciatore, accusando Israele di crimini contro l’umanità.
  • Giordania: Ha espulso l’ambasciatore israeliano.
  • Iran: Condanna totale, sostegno diretto ad Hamas. Ma attenzione: posizione strumentale in chiave anti-occidentale.
  • Maldive: Hanno vietato l’ingresso ai cittadini israeliani.
  • Qatar: Sostegno diplomatico ad Hamas, ma ruolo ambivalente (anche facilitatore di negoziati).

Il discorso di Ma Xinmin (Cina) alla Corte Internazionale di Giustizia è stato straordinario.
Chi avrebbe mai immaginato di dover indicare la Cina come esempio di civiltà giuridica?

E ora veniamo all’Europa, che ama definirsi “culla della civiltà”.

Europa

  • Irlanda e Spagna: Le voci più critiche in Europa. Hanno messo in dubbio la legittimità dell’autodifesa israeliana.
  • Paesi Bassi, Belgio, Norvegia: Hanno espresso dubbi giuridici crescenti, senza però misure concrete.
  • Italia, Francia, Germania, UK: Sostegno costante a Israele, pur con tiepidissimi appelli “umanitari”.

Se l’Occidente vuole ancora dirsi faro di civiltà, allora Gaza sarà la prova più seria della sua coscienza morale.