LA PRONUNCIA

Cass. 08/06/2023 n. 16283 ord.

IL PERIMETRO

La questione riguarda all’ambito di applicazione del regime della responsabilità solidale (retributiva e contributiva) negli appalti, qui esclusa poiché si è ritenuto il contratto una vendita di cosa futura “pura” senza alcun tratto (neppure residuale) dell’appalto.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Art. 29, comma 2, d.lgs. 276/2003;
Art. 1655 c.c.

I “PASSAGGI” SALIENTI

Si legge nella pronuncia:
“Più di recente e sulla scia dei richiamati precedenti (…) ha chiarito che, ai fini della differenziazione tra vendita ed appalto, quando alla prestazione di fare, caratterizzante l’appalto, si affianchi quella di dare, tipica della vendita, deve aversi riguardo alla prevalenza o meno del lavoro sulla materia, con riguardo alla volontà dei contraenti oltre che al senso oggettivo del negozio, al fine di accertare se la somministrazione della materia sia un semplice mezzo per la produzione dell’opera ed il lavoro lo scopo del contratto (appalto), oppure se il lavoro sia il mezzo per la trasformazione della materia ed il conseguimento della cosa l’effettiva finalità del contratto (vendita) (…)
Chiarita la distinzione tra le due fattispecie dell’appalto e della vendita di cosa futura, va rilevato che nel caso concreto la ricorrente acquistava beni su catalogo e non dava istruzione alcuna al venditore nella realizzazione del bene, sicché non può dubitarsi dell’inquadramento della fattispecie nella vendita di cosa futura e non nell’appalto.
Ciò posto, il motivo di ricorso è infondato, in quanto la fattispecie – che configura una responsabilità di carattere eccezionale in relazione a debiti altrui – trova applicazione solo in relazione allo schema contrattuale tipico previsto dalla norma, ossia al contratto di appalto, restando esclusa l’estensione della responsabilità in relazione ad altri schemi contrattuali.
(…)
Irrilevante è, infine, il richiamo a Corte Costituzionale 254 del 2017, che ammette l’applicazione dell’art. 29 alla subfornitura, posto che qui non vi è tale tipo di rapporto.”

OSSERVAZIONI

Negli anni duemila diverse pronunce – nelle situazioni di contratti “misti” – avevano dato rilievo alla prevalenza dei tratti dell’appalto. Successivamente Cort. Cost. 06/12/2017 n. 254 – in una fattispecie di subfornitura industriale – aveva ritenuto applicabile la responsabilità solidale nell’ambito di un’interpretazione estensiva e “costituzionalmente orientata” dell’articolo 29, c. 2, d.lgs. 276/2003, essendo essa considerata ormai tutela non eccezionale nel decentramento produttivo (es. somministrazione).
Nell’insieme, per come è approfondita la questione di fatto (più del solito in una pronuncia di Cassazione), sembra proprio che l’attività di fare fosse residuale. Perciò la conclusione di escludere la responsabilità solidale appare corretta, appunto perché non si è in presenza di un fenomeno di decentramento produttivo.
Appaiono invece distoniche le considerazioni teoriche su “eccezionalità” della tutela e “tipicità” degli istituti coperti, che non servivano e che possono confondere.