
Jeffrey D. Sachs scrive al Ministro degli Esteri israeliano dopo il suo discorso all’ONU:
Israele non è “lo Stato sovrano del popolo ebraico”, ma dei suoi cittadini.
Sono ebreo e cittadino USA: Israele non è il mio Stato e mai lo sarà. Il governo ignora fatti gravissimi:
– 18.500 bambini palestinesi uccisi;
– carestia imposta a 2 milioni di persone;
– finanziamenti a Hamas documentati dal Times of Israel. Attribuire ad Hamas ogni crimine commesso dalle forze israeliane è smentito dai video che mostrano civili affamati uccisi a sangue freddo.
Il sionismo, contraddicendo 2000 anni di tradizione ebraica, ha dissolto comunità storiche nel mondo.
La Dichiarazione Balfour prometteva di non danneggiare i diritti delle comunità non ebraiche in Palestina: promessa tradita.
Il Likud dichiara apertamente che tra il Mar Rosso e il Giordano ci sarà solo sovranità israeliana: l’occupazione permanente e l’annessione totale sono la vera agenda.
170 Paesi ONU sostengono l’autodeterminazione palestinese; 147 riconoscono già lo Stato di Palestina.
Il rifiuto israeliano della soluzione dei due Stati isola il Paese: solo gli USA restano alleati, spinti anche da settori evangelici che vedono Israele come preludio alla conversione o alla fine degli ebrei.
Il vero pericolo per Israele non sono i palestinesi o l’Iran, ma il fanatismo interno del governo Netanyahu, Smotrich e Ben-Gvir.
La forza militare non basta: “Gli Stati ingiusti non sopravvivono a lungo”.
La via è una sola: pace e soluzione dei due Stati, nel rispetto del diritto internazionale.

