LA PRONUNCIA

Trib. Parma 18/04/2023 est. Moresco

IL PERIMETRO

La pronuncia stabilisce che le assenze per malattia derivanti dall’assegnazione del lavoratore a mansioni incompatibilicon le sue condizioni di salute non rilevano ai fini del comporto, con applicazione della tutela reintegratoria attenuata di cui all’art. 18, comma 4, SL.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Art. 2110 c.c.; art. 2087 c.c.; d.lgs. 81/2008, art. 18 SL; contratti collettivi.

I “PASSAGGI” SALIENTI

Si legge nella pronuncia:
“30. Deve quindi ritenersi accertato che le assenze per malattia del ricorrente, essendo imputabili al datore di lavoro(derivando dall’assegnazione al lavoratore di mansioni incompatibili con la sua condizione medica) non avrebbero potuto essere computate ai fini del calcolo del superamento del comporto.
31. Né può essere sostenuto che l’assegnazione a mansioni incompatibili non possa essere considerata illegittima per avere il datore di lavoro fatto affidamento sul giudizio del medico competente, che, secondo il giudizio del CTU, è caduto in errore nella valutazione dell’idoneità del ricorrente alle mansioni espletate.
32. Il giudizio del medico competente è infatti sempre sindacabile giudizialmente (appunto con l’ausilio della consulenza tecnica) e il datore di lavoro, nell’affidarsi a un ausiliario, sopporta il rischio delle conseguenze derivanti da erronee valutazioni di quest’ultimo (Cass. 10 ottobre 2013, n. 23068).
13. Il licenziamento è perciò nullo, in quanto intimato in violazione della norma imperativa di cui all’art. 2110 co. 2 c.c. (Cass. S.U. 22 maggio 2018, n. 12568).
34. La tutela applicabile non è però quella prevista all’art. 18 co. 1 st. lav., dato che l’art. 18 co. 7 st. lav., con norma speciale derogatoria della disciplina generale, prevede che in caso di licenziamento intimato in violazione dell’art. 2110 co. 2 e.e. il giudice applica la disciplina di cui all’art. 18 co. 4 st. lav. (in questo senso, Cass. S.U. 22 maggio 2018, n. 12568, § 3.6; Cass. 16 settembre 2022, n. 27334).”

OSSERVAZIONI

L’orientamento non è innovativo ma certamente la sentenza si colloca in un momento in cui il dibattito sul licenziamento per superamento del periodo di comporto e sui possibili profili discriminatori è molto intenso.

PRECEDENTI – CONFORMI

Cass. 27/04/2023 n. 11136. Molto interessante è Cort. App. Messina 14/06/2023 Pres. Catarsini Rel. Conti che attiene a una malattia derivata dal mancato assolvimento dell’obbligo di informazione in materia di igiene e sicurezza.