Oggi è la Giornata della Memoria

Il tempo che viviamo è sempre più un ambito di estraniazione individuale e collettiva.
La società sembra frammentarsi in una miriade di identità isolate, ognuna impegnata in una personale battaglia di riconoscimento e di emancipazione.
E’ così va in scena la crescente polarizzazione tra gruppi che rivendicano diritti, spazi e “sigilli”, ma che faticano a trovare un terreno comune di dialogo e comprensione reciproca.

La ricetta proposta è fatta di parole magiche quali “tolleranza” e “inclusione”.
Pier Paolo Pasolini scriveva:
“La tolleranza, sappilo, è solo e sempre puramente nominale. Non conosco un solo esempio o caso di tolleranza reale. E questo perché una «tolleranza reale» sarebbe una contraddizione in termini.
Il fatto che si «tolleri» qualcuno è lo stesso che lo si «condanni».
La tolleranza è anzi una forma di condanna più raffinata”.

Riconoscere e affrontare questo paradosso – senza arrendersi – è una sfida complessa che tuttavia non possiamo eludere.
E quando comprenderemo che l’unica strada è quella di spogliarci di noi stessi, saremo davvero messi alla prova e scopriremo chi siamo veramente.