Una pantera rosa in mezzo alle macerie mangia una fetta di anguria.

Sembra ridicolo. E lo è.
Come è ridicolo che nel 2025 si bombardino bambini che cercano cibo.
Che si uccidano giornalisti per aver raccontato la verità.
Che si continui a chiamare “diritto alla difesa” quello che è sterminio.

L’anguria è bianca come la luce negata ai vivi e ai morti.
Rossa, come il sangue.
Verde, come la rabbia che cresce.
Nera, come il cuore di chi guarda e tace.

Non c’è niente da spiegare.
Chi giustifica questa violenza ha già perso l’anima.

E no, cari amici: questa non è una condanna a un popolo.
È una condanna alla disumanità, ovunque e da chiunque provenga, senza distinzione di etnia, di opinioni politiche, di nazionalità, di potere, di colore e di credo religioso.

Se sentire dolore da essere umano è una colpa, allora sì, mi riconosco colpevole. Preferisco comunque tenermi la mia anima “sgangherata”.