Corte d’Appello di Venezia 15/01/2024 Pres. Rel. Passarelli

Segnalo questa interessante sentenza relativa a un nostro caso, patrocinato dall’Avv. Manuel Capurro del dipartimento di Diritto Commerciale del nostro Studio.

La sentenza è anonimizzata, ma per rendere comprensibile la motivazione abbiamo associato ai singoli soggetti delle lettere identificative.

La società che lo Studio difendeva aveva subito una premeditata ed articolata aggressione in concorrenza sleale da parte di un concorrente, in concorso con un distributore locale della stessa.
La manovra era (apparentemente) ben congegnata.
In particolare, attraverso una triangolazione, il distributore – che era vincolato alla nostra assistita da un patto di non concorrenza – ha trasferito know how e forza vendita (essenzialmente agenti) a una società neocostituita ad hoc.
Successivamente tale newco veniva venduta al menzionato concorrente, in tal modo consentendogli di mettere le mani sulla clientela.

Il nostro impianto difensivo – respinto nella sentenza di primo grado – è stato invece pienamente accolto dal giudice d’appello, che ha accertato l’attività di concorrenza sleale condannando controparte al risarcimento del danno.
La lettura della sentenza consente di toccare con mano un interessante ed articolato quadro fattuale che ha portato il giudice del gravame a riformare la pronuncia “Sulla base di tali indici presuntivi, gravi, precisi e concordanti (…)”.