Proseguendo con l’Espressionismo passiamo oggi dalla Francia alla Germania.

Mentre l’esplosione di colori dei Fouves era gioiosa, l’esperienza tedesca è inquieta e profondamente angosciante.

A spiegare ciò è molto il tessuto socio economico del tempo, ma forse anche un po’ il carattere dei due popoli.

Qualche tempo fa vi avevo presentato un’opera di Kirchner tratta dalla serie delle “scene di strada berlinese” , che contiene a mio avviso i suoi lavori più belli e toccanti, i suoi grandi capolavori.

Oggi vi propongo una sua opera meno nota e sulla quale in verità non ho trovato molte informazioni, che però a me piace tanto. L’ho preferita a “La torre rossa di Halle”  – che vi invito comunque ad andare a vedere – essenzialmente perché quella di oggi mi pare più tesa.

La scena riprende la famosa Nollendorf Platz di Berlino. Si tratta di uno squarcio cittadino nel quale si vede un caotico crocevia denso di figure umane scure con dei tram che paiono scontrarsi. Le forme sono deformate. La pittura è mossa, pastosa e a pennellate marcate. Il giallo usato è in linea con i colori acidi, tipici dell’espressionismo tedesco e di Kirchner, sopratutto nella sua fase berlinese.

Come nelle “scene di strada berlinese”, anche qui l’ambiente è anonimo, alienato e privo di coesione affettiva: è il declino di una società sull’orlo del baratro nel quale sta tuffandosi l’Europa.

Il tema della città è ripreso in quegli anni anche dai Futuristi, con i tratti dell’operosità e del dinamismo: il mese scorso abbiamo visto ad esempio “La città che sale” di Boccioni. Ma la città è anche – nel medesimo periodo – quella metafisica di De Chirico (“Piazza con Arianna”) che si presenta invece come un luogo deserto, come quella de “La torre rossa di Halle” che ho sopra ricordato.