Ancora un lavoro concettuale.

Quest’opera parla dell’autoreferenzialità di un’arte che esiste al solo scopo di descrivere se stessa.
Un disorientante punto di vista che solletica l’attenzione dello spettatore verso la “nudità” dei concetti insiti nelle cose.

Per parte mia comprendo la seduzione del “Concettuale” ricordando quella che ebbi per il “Dada(ismo)”, giacché è lì che esso affonda le proprie radici.
Come non ricordare l’attimo zero: quell’operazione straordinaria di Duchamp quando capovolse un orinatoio e lo chiamò “Fontana” .

“Il ‘valore’ di particolari artisti, dopo Duchamp può essere pesato in base a quanto hanno messo in dubbio la natura dell’arte.”
– Joseph Kosuth –