Pop Art e disegno grafico si combinano con un forte interesse per la narrazione.
Profonda è l’influenza del popist americano Roy Lichtenstein e del suo linguaggio fumettistico.

Ma Adami è più indiretto, più intellettuale, più narrativo, e fa un uso raffinato di simbolismo e riferimenti culturali
Io ci vedo tanti piccoli omaggi a Gauguin, all’Art Nouveau e all’Espressionismo di inizio secolo, che impreziosiscono il suo lavoro rendendolo oltremodo sofisticato.
I temi sono il mito, la letteratura, la filosofia e soprattutto la condizione umana.

“Intolerance”, con i suoi colori vivaci e la suddivisione netta delle superfici mediante contorni marcati da linee nere, attinge ampiamente al linguaggio del fumetto e della grafica pubblicitaria.
L’opera non si limita a rappresentare la realtà, ma la decostruisce, ricombinandola in forme quasi simboliche e narrative.
I personaggi e gli oggetti sono frammentati e immersi in uno spazio indefinito, che invita lo spettatore a riflettere sul significato delle scene rappresentate.
Il titolo suggerisce una critica alle dinamiche oppressive e ai conflitti sociali.

Le figure di Adami, spesso isolate o in pose tese, comunicano un senso di disconnessione emotiva e psicologica.
Una riflessione universale sull’incapacità degli individui di relazionarsi e di comprendersi, all’interno di società sempre più complesse.