Qualche tempo fa avevamo visto “Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte” di Georges-Pierre Seurat, opera notissima che si inserisce nello stesso contesto di quella odierna.

I due lavori appartengono infatti al movimento pittorico conosciuto come neo impressionismo.

Esso poggia sull’idea del divisionismo, in base alla quale, in sostanza, l’artista applica punti di colore puro in maniera tale che, se osservati da una certa distanza, possano dare la massima luminosità al dipinto.

I quadri sono dunque come dei mosaici, realizzati mediante piccoli tocchi regolari di colore che vengono poi fusi dall’occhio.

Se Seurat fu il fondatore del movimento, Signac ne fu il teorico.

Il termine neo impressionismo venne coniato da Félix Fénéon, anarchico parigino che fu altresì mercante d’arte, collezionista, curatore e critico. E’ lui il protagonista di questo dipinto, su un vorticoso sfondo costituito da una caleidoscopica ruota di colori.

Il movimento ebbe vita breve ma esercitò un grande influenza su alcuni rilevanti artisti, quali  Gauguin, van Gogh e Matisse.