Si tratta di una piccola litografia a colori conservata al Metropolitan Museum of Art di New York.

Il lavoro di Moriz Jung si inserisce nella “Wiener Werkstätte” (letteralmente “Officine Viennesi”), un movimento artistico, ma meglio sarebbe dire un’attività commerciale, fondata nel 1903 dall’architetto Josef Hoffmann, dal banchiere Fritz Wärndorfer e dal pittore Koloman Moser.

I prodotti includevano moda, tessuti, carta da parati, cartoline, libri, articoli di vetro, coltelleria e oggetti in ferro battuto ed erano realizzati per pochi eletti, su commissione, artigianalmente e con grande qualità.

Siamo in piena Art Nouveau, che come sappiamo a Vienna si espresse nel movimento della Secessione, in artisti leggendari come Klimt e Schiele .

Ma una retrospettiva dei lavori realizzati dal Wiener Werkstätte ci fa vedere quanto fossero avanti persino rispetto alla pur avveniristica arte del loro tempo, ponendosi di fatto come pionieri del design moderno e precursori di stili successivi, quali la Bauhaus, l’Art Decò e il Razionalismo.

Impressiona pensare che questa modernissima immagine – tra l’altro così densa del tipico black humor viennese – risalga a oltre un secolo fa.

Più ancora commuove sapere che l’abbia realizzata un ragazzo che, da lì a poco, sarebbe morto sulle montagne, non lontano dal proprio paesino natale, combattendo l’ennesima inutile guerra, dopo aver sognato e riprodotto in immagini un mondo ancora a venire.