Eccoci al penultimo Sabato del viaggio nel Cubismo e proviamo a ricucire i pezzi di questa importante avanguardia storica.

Abbiamo detto che nel cubismo viene disarticolata l’unitarietà delle forme e gli oggetti non sono più immediatamente riconoscibili ma appaiono costituiti da tanti frammenti per far si che l’osservatore li veda da più punti di vista.

La prima opera che ho proposto è “Les demoiselles d’Avignon” di Picasso che appartiene a quello che viene definito il Cubismo formativo o Protocubismo, che si sviluppa tra il 1907 e il 1909. Esso si caratterizza per una profonda semplificazione delle forme; i soggetti rappresentati iniziano a sembrare cubi, con una accentuata separazione tra le parti in luce e quelle in ombra.

La seconda opera che vi ho presentato è stata “Clarinetto e bottiglia di rum su un camino” di Braque, che appartiene al c.d. Cubismo analitico, che si sviluppa tra il 1909 e il 1912. Qui l’insoddisfazione degli artisti verso le rappresentazioni tradizionale della realtà li porta allo sviluppo di una tecnica che abolisce la prospettiva tradizionale a favore della rappresentazione dei soggetti attraverso la sintesi di molteplici punti di vista sull’unico livello della tela.

Oggi vi mostro “Il giocatore di carte” sempre di Picasso, che appartiene al c.d. Cubismo sintetico, che si sviluppa dal 1912. Gli artisti cominciano a rendersi conto che, spezzettando in modo eccessivo la superficie pittorica, rendono difficile la ricomposizione dei singoli frammenti del soggetto nella mente dell’osservatore e che in tal modo le loro opere deviano verso una eccessiva astrazione. Per evitare ciò cominciano ad usare quindi varie tecniche, quali l’inserimento sulla tela di frammenti di realtà sotto forma di oggetti veri combinati alle parti dipinte (tecnica del collage); l’inserimento nel dipinto di numeri o lettere per fermare la fuga della mente dell’osservazione verso l’astrazione, e i trucchi ottici  del trompe-l’oeil.

Nel “giocatore” vediamo tra l’altro un numero, delle lettere e persino le venature sul legno che chissà se sono state realizzate passando un pettine sulla pittura fresca come usava al tempo.

Concluderemo Sabato prossimo con il Cubismo orfico che scorre parallelo ai tre filoni sopra descritti.